"Lo avresti saputo?" Perché la volontà da sola non basta: il segreto per muoversi con successo nella quotidianità lavorativa
A chi non è mai capitato? Il lunedì mattina ci ripromettiamo con fermezza: «Questa settimana farò più movimento. Durante la pausa pranzo farò un giro all’aperto e nel pomeriggio mi concederò una breve pausa di stretching.» Ma il venerdì pomeriggio ci rendiamo conto con amarezza che l’agenda era piena, la testa era piena di pensieri e le scarpe da ginnastica sono rimaste intatte in un angolo.
Cosa afferma il modello di Ajzen?
Ajzen ha studiato come i pensieri si trasformino effettivamente in azioni. La sua conclusione principale: un’intenzione ferma (Intention) è sì il punto di partenza, ma non porta affatto automaticamente all’obiettivo. Affinché un buon proposito si traduca in un comportamento concreto, devono concorrere tre fattori psicologici.
L’atteggiamento nei confronti del comportamento (Attitude): come valutiamo personalmente l’attività? Ci apporta un beneficio tangibile (ad es. meno tensioni, mente più lucida) ed è divertente? Più il nostro atteggiamento è positivo, più forte è l’intenzione.
La norma soggettiva (Social Norm): cosa fanno e cosa si aspettano le persone che ci circondano? Se l’attività fisica all’interno del team viene percepita come normale, auspicabile e positiva, la disponibilità a partecipare aumenta enormemente. Se invece si teme di essere guardati storto, la motivazione cala.
Il controllo comportamentale percepito (Perceived Behavioral Control): è il cuore del modello e la chiave per la quotidianità lavorativa. Descrive la domanda: «Quanto ritengo facile o difficile la messa in pratica in condizioni reali?» Si tratta di risorse e ostacoli concreti: ho tempo? Il materiale è a disposizione? So cosa devo fare? Devo cambiarmi? Il punto cruciale: se questo ostacolo percepito è troppo alto, l’attuazione fallisce anche con la migliore volontà. Il controllo percepito non solo determina la forza della nostra intenzione, ma influisce anche direttamente sul fatto che iniziamo o meno e che perseveriamo di fronte alle resistenze.
Perché in ufficio spesso non si riesce a fare attività fisica?
Atteggiamento: in realtà sappiamo tutti che l’attività fisica fa bene alla schiena e alla concentrazione. Il problema: sotto lo stress lavorativo, il senso di controllo scende improvvisamente a zero. Pensiamo: «Non ho 60 minuti a disposizione», «Non ho con me l’abbigliamento sportivo», «Non voglio andare alla riunione tutto sudato». Gli ostacoli percepiti sono enormi – e il buon proposito va in fumo.
La soluzione: abbattere gli ostacoli invece di sperare nella disciplina
La lezione più importante che si ricava dal modello di Ajzen è: non cercare di raddoppiare con la forza la tua forza di volontà – dimezza invece gli ostacoli! È proprio qui che entrano in gioco le nostre iniziative di attività fisica interne all’azienda. Sono concepite in modo tale da massimizzare il tuo controllo comportamentale e renderti la decisione il più semplice possibile:
1. Massimo controllo con il minimo sforzo: La soluzione: Booster (Link interno al DDPS) e Active-Office-Box (Link interno al DDPS)! Brevi momenti di movimento durante la giornata attivano corpo e mente in pochi minuti, aumentano la qualità del lavoro fino al 10%, riducono lo stress e prevengono le tensioni muscolari. Funzionano ovunque, senza sudore e senza attrezzi – oppure con le fasce Theraband e le palline per il massaggio fasciale contenute nel kit, direttamente al tuo piano. Minimo sforzo, massimo effetto.
2. Struttura chiara e fasce orarie: l’offerta di allenamento: L’ostacolo psicologico: “La mia giornata è così piena che non so quando inserire l’attività fisica.” La soluzione: Le offerte di Corsi e allenamenti (Link interno al DDPS) ti sollevano completamente dalla pianificazione. Orario e luogo sono fissi, gli esercizi sono guidati. Devi solo presentarti. Questo ti fa risparmiare energia mentale e ti dà la certezza che, dopo la sessione, tornerai al lavoro con concentrazione ed energia rinnovate.
3. L’effetto squadra: le nostre offerte di corsa: L’ostacolo psicologico: «Oggi mi manca semplicemente la motivazione per darmi una mossa da solo». La soluzione: Qui entra in gioco la norma soggettiva. Quando colleghi e colleghe allacciano insieme le scarpe da corsa, si crea un legame positivo. Il movimento diventa un’esperienza condivisa che unisce, motiva e fa tacere da sola la pigrizia interiore. Qui trovi maggiori informazioni al riguardo: In movimento insieme: il gruppo di corsa dell’ASTAB unisce salute, spirito di squadra e vita lavorativa quotidiana (Link interno al DDPS)
Il tuo spunto per questa settimana
Non aspettare che, come per magia, ti si presentino improvvisamente più tempo o una forza di volontà infinita. Osserva la tua giornata e chiediti:
«Quale piccolo ostacolo posso superare oggi per rendere l’attività fisica il più semplice possibile?»
Magari si tratta di prendere qualcosa dall’Active Office Box dopo la prossima lunga chiamata, di fissare un appuntamento con un collega per una breve passeggiata o di inserire l’allenamento dopo pranzo come appuntamento fisso nel tuo calendario.